Discarica ad Eboli, ma i rifiuti sono del padre del boss e nessuno dice niente

Le famiglie che vivono nelle palazzine popolari al rione Pescara non alzano la voce. Hanno paura anche a chiamare i carabinieri

EBOLI. Lavatrici vecchie, divani consunti, armadi arruginiti. I rifiuti tra le palazzine popolari sono ammassati da mesi. Ma nessuno protesta. Sarà che il rigattiere improvvisato e abusivo è il padre di Luigi Capozza, l’ultimo boss ebolitano: «Sono mesi che siamo in queste condizioni – racconta un politico del posto – visto che i rifiuti sono del padre del boss, nessuno protesta e nessuno viene a rimuoverli».

Hanno paura anche a chiamare i carabinieri

Le famiglie che vivono nelle palazzine popolari al rione Pescara non alzano la voce. Hanno paura anche a chiamare i carabinieri. Anni fa, nell’Ape Car del padre del boss vennero ritrovati diversi candelotti di esplosivo. Da Salerno arrivarono gli artificieri a disinnescarlo.

La discarica a cielo aperto è lì da trent’anni. L’ex sindaco Rosania l’ha rimossa due volte con l’ausilio dei vigili urbani. Ora non ci sono più politici disposti a combattere per il decoro del rione. I rifiuti non sono pericolosi ma degradadano l’intero isolato.

Al padre del boss nessuno si avvicina

Al padre del boss nessuno si avvicina, per un invito a rimuovere i rifiuti. Tra una battuta ironica e lo sventolìo del tricolore, Capozza senior è consapevole che la sfida, alla fine, la vince sempre lui, con i suoi rifiuti vecchi e il degrado rionale.


Fonte: il Mattino

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