Diocesi di Teggiano-Policastro, il Vescovo De Luca: “Prenderemo provvedimenti”

Lo scandalo scoppiato in seguito all’inchiesta dell’avv. “escort” Mangiacapra sui festini gay a luci rosse ed incontri hard da parte di preti e seminaristi campani e non solo, ha portato alla luce un dossier

Lo scandalo scoppiato in seguito all’inchiesta dell’avv. “escort” Mangiacapra sui festini gay a luci rosse ed incontri hard da parte di preti e seminaristi campani e non solo, ha portato alla luce un dossier, con nomi e fatti ben documentati, consegnato poi alla Curia di Napoli all’attenzione del Cardinal Sepe che non esclude sanzioni per i colpevoli.

Nel dossier figurano nomi ed eventi puntuali di incontri gay, orge e comunicazioni in chat erotiche, che hanno visto coinvolti sacerdoti gay di tutto il Sud Italia.

Nell’inchiesta finiscono anche preti della provincia di Salerno.

Tante le Diocesi coinvolte tra le quali la Diocesi di Teggiano-Policastro. In merito a ciò in queste ore risponde, tramite una lettera pubblicata sul sito della Diocesi, il Vescovo di Teggiano Policastro, P. Antonio De Luca, che tranquillizzando i fedeli preoccupati in questi giorni per l’accaduto, non esclude sanzioni, una volta accertati i fatti, per i sacerdoti finiti nello scandalo a “Luci Rosse”. Inoltre nella lettera, con toni perentori ma anche sinceri, difende il volto buono e pulito della Diocesi con i suoi tanti sacerdoti che nulla hanno a che vedere con simili fatti. Ecco riportata integralmente il testo della lettera:

La lettera del Vescovo della Diocesi di Teggiano-Policastro

“La divulgazione di notizie riguardante i comportamenti scandalosi di alcuni membri del clero di molte diocesi del Mezzogiorno, addolora in maniera grave la nostra comunità diocesana. La consegna del dossier da parte della Curia di Napoli permetterà di prendere visione delle responsabilità e le necessarie iniziative canoniche che la Santa Sede stabilisce in questi casi.

Nel frattempo non possiamo non esprimere la vicinanza alle comunità turbate e preoccupate di fronte al rischio di vedere vanificata una consolidata esperienza di fede e di cultura religiosa che da sempre ha contraddistinto questa terra.

Ci sta a cuore altresì riaffermare e riconoscere l’opera meritoria di moltissimi nostri sacerdoti che nella quotidiana fedeltà alla loro vocazione e alla loro missione hanno scritto pagine di memorabile tradizione. Ancora oggi i nostri sacerdoti incidono in maniera notevole e creativa nel tessuto vitale delle nostre comunità, con un’attenzione spiccata verso le istanze educative, sociali, e familiari. Ad essi va il grato riconoscimento, e per questa generosa offerta di sé stessi le nostre comunità non si sentano tradite!

Incombe l’obbligo anche di riconoscere sbagli, errori, opache testimonianze, e richiesta di perdono; perciò con la fermezza che ha ispirato sempre i percorsi e le decisioni, riaffermiamo come Chiesa la totale disponibilità a intraprendere le decisioni e le sanzioni canoniche per un necessario cammino di purificazione vissuto con profonda attenzione alle denunce e con sensibile cautela verso possibili false accuse. Il Vescovo, il presbiterio diocesano, gli operatori pastorali, lavoreranno per riportare la bellezza della fedeltà sul volto della nostra chiesa.

La certezza del comune servizio alla verità del Vangelo rafforzi i nostri vincoli ecclesiali.”.

Enrico Marotta

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