Caporalato tra Battipaglia ed Eboli. Coldiretti: “si danneggiano le aziende oneste”

Caporalato nella Piana del Sele, i tristi numeri di una realtà disumana.

BATTIPAGLIA/EBOLI. Nelle zone agricole tra Battipaglia ed Eboli, la celebre ‘Piana del Sele’ il caporalato è una cruda e triste realtà.

A lanciare l’allarme il n.1 della Coldiretti Salerno, Vittorio San Giorgio, che ha messo in luce come le irregolarità danneggino le aziende oneste.

La truffa avviene, in primis, ai danni dello Stato che sovente si ritrova a dover sborsare soldi a causa di indennità erogate a favore di lavoratori fasulli. Si, fasulli. Migliaia di italiani assunti fittiziamente da alcune aziende. E al posto loro, a lavorare, ci vanno immigrati agli ordini dei caporali. E quei famosi indennizzi statali sono ripartiti minuziosamente tra criminalità organizzata, proprietari e lavoratori.

A farne le spese anche gli onesti imprenditori agricoli: stando ai dati della Coldiretti una società agricola paga un bracciante, in regola, circa 50 euro al giorno più 11 euro di contributi. Un imprenditore che si serve di caporali paga meno della metà senza versare, ovviamente, alcun contributo.

Dunque, le aziende che lavorano onestamente si vedono incalzate dai produttori che riescono a vendere i prodotti della terra con un ribasso spaventoso. Emblematico l’esempio dei pomodori venduti per 10cent al chilo. E i grossisti preferiscono rendersi complici comprando i prodotti a prezzi stracciati.

La Coldiretti da anni tenta di portare avanti questa battaglia. Cercando di far leva sui vantaggi del lavorare onestamente: possibilità di disoccupazione, sgravi fiscali sull’Irap, contributi versati e la serenità di fare le cose rispettando la legge.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *