Caggiano, tra signori e templari

Il comune di Caggiano sorge ad 828 metri d’altitudine, a cavallo tra il Vallo di Diano e l’Alto Tanagro. Pur trattandosi di un piccolo comune, la storia di Caggiano è ricca ed articolata. Il toponimo Caianus si originò, come quello di altri paesi vicini,dal comunissimo praenomen Caius, portato da qualche patrizio romano, che ne dovette […]

Il comune di Caggiano sorge ad 828 metri d’altitudine, a cavallo tra il Vallo di Diano e l’Alto Tanagro. Pur trattandosi di un piccolo comune, la storia di Caggiano è ricca ed articolata.
Il toponimo Caianus si originò, come quello di altri paesi vicini,dal comunissimo praenomen Caius, portato da qualche patrizio romano, che ne dovette possedere il fundus: nella lingua latina l’aggiunta del suffisso “-anus” alla radice del nome proprio denota appunto appartenenza.
Nel territorio caggianese sono stati rinvenuti resti preistorici, in particolare nelle “grotte dello Zachito”, a conferma dell’antichità della sua storia, ai piedi del monte sulla cui cima si trova oggi il paese, luogo particolarmente favorevole per la vicinanza del fiume Melandro.
Nell’VIII-VII secolo a.C., l’area entrò probabilmente in contatto con le colonie greche sulla costa. Il territorio doveva essere abitato anche da popolazioni di stirpe sabellica: le vallate erano percorse da genti nomadi dedite alla pastorizia, armate di frecce di pietra ed archi. Senza particolari prove, la contrada di Veteranuso, a causa del suo nome, è stata ritenuta il sito di un’antica città (Ursentum o Urseo), capitale del popolo degli Ursentini, che sarebbe sorta nella località di “Tempa dei Tiesti”, dove alcuni ruderi furono interpretati come resti di un centro abitato.
In epoca romana, il territorio entrò a far parte dei domini romani dopo le tre guerre sannitiche (343 – 290 a. Sotto il dominio dei Romani il territorio faceva parte dell’ ager Volceianus, territorio della città di Volcei, attuale Buccino e i suoi abitanti fecero parte della “tribus Pomptina”.
Durante il periodo medievale, il territorio fu percorso da Vandali e Visigoti e fu interessato nel VI secolo dalle guerre tra Goti e Bizantini.
Il territorio passò quindi sotto il dominio dei Longobardi, a cui si deve probabilmente un rafforzamento delle fortificazioni, databile tra l’VIII e il IX secolo. Da alcuni importanti centri sulla costa rimasti in potere dei Bizantini si rifugiarono verso l’interno preti e monaci, per lo più di rito greco, perseguitati dagli iconoclasti.
Con l’indebolimento dei Longobardi, nel X-XI secolo si ebbe una nuova espansione bizantina verso l’interno, e questo rinnovato legame con il mondo greco è testimoniato a Caggiano dall’edificazione di chiese di rito greco, come Santa Caterina e Santa Maria dei Greci].
Nell’ XI secolo l’Italia meridionale venne conquistata dai Normanni guidati da Roberto il Guiscardo. A Caggiano, il loro arrivo, intorno al 1070 fu segnato dal rafforzamento delle fortificazioni preesistenti e dalla costruzione di un castello, sul sito di precedenti opere fortificate. Il luogo aveva infatti notevole importanza a controllo delle vie verso la Calabria e la Puglia, percorse dai pellegrini diretti in Terra Santa.
Il primo signore di Caggiano di cui si abbia notizia è un certo Guglielmo de Cauciciano, citato in un atto di donazione del 1092 conservato nell’archivio della Badia di Cava. Da questi la signoria passò al figlio Roberto, che in un primo momento vi associò anche i fratelli Guglielmo e Omfrida, e successivamente al figlio di Roberto, Ruggero.
Nel 1284 il feudo passò a Mattia Gesualdo, che aveva sposato Costanza, ultima discendente legittima della famiglia dei Cauciciano. Il nuovo signore di Caggiano si mantenne fedele agli Angioini: nel 1284 fu nominato da Carlo I “Giustiziere della Basilicata” e quattro anni dopo fu nominato cavaliere da Carlo II. Espanse inoltre i suoi domini, acquisendo anche Pertosa, Castiglione e Paterno. Nel 1330 gli successe il primogenito Niccolò e a questi prima il figlio Giovanni e poi l’altro figlio Mattia, che acquistò la signoria di Pescopagano e fu ciambellano di Roberto d’Angiò e della regina Giovanna.
Luigi Gesualdo partecipò alla congiura dei baroni contro Ferdinando II d’Aragona e fu quindi privato del suo feudo, mentre il castello veniva in parte demolito. Il feudo venne affidato a Giacomo Caracciolo, conte di Buccino, che fece ricostruire le fortificazioni. Dopo la firma dell’armistizio di Lione tra Luigi XII di Francia e Ferdinando d’Aragona, nel 1504, Luigi Gesualdo fu reintegrato nei suoi precedenti possedimenti. Morì nel dicembre del 1518.
Nel corso del XV secolo Caggiano aveva anche dato i natali agli umanisti Gabriele Altilio e Crisostomo Colonna. Nel 1674 la signoria dei Gesualdo ebbe termine con Gianbattista Ludovisio, principe di Venosa e di Piombino e signore di Caggiano, che vendette il feudo a Prospero Parisani di Tolentino. La famiglia, secondo l’opuscolo “Veritatis Statera” di padre Arcangelo da Caggiano discendeva dalla nobile famiglia dei Suardo, di origini tedesche.
Nel XVIII secolo, il feudo fu dominato dal marchese Vincenzo Parisani Buonanno, che si distinse per un governo particolarmente duro ed oppressivo e fu denunziato nel 1754 al “Tribunale Regio”. Il marchese fu sottoposto ad un lungo processo che si concluse con un’assoluzione. I Caggianesi presero inoltre parte ai moti del 1820-1821 e del 1831. Il paese venne inoltre colpito da una notevole crisi economica e si sollevò ancora nel 1848, In seguito alla nuova suddivisione amministrativa del regno di Napoli, il paese fece parte del distretto di Sala nel “Principato di Citeriore” e fu capoluogo di circondario. La popolazione ha accusato sensibili flessioni demografiche in corrispondenza di 3 ondate migratorie verso le Americhe (essenzialmente USA) all’inizio del XX secolo e tra le due guerre mondiali, ed ancora le Americhe (oltre che verso gli USA anche in direzione di Venezuela ed Argentina) ma progressivamente sempre più spesso l’Europa (essenzialmente la Germania Occidentale) ed il nord Italia nel secondo dopoguerra. Oggi la popolazione si è attestata poco sopra le 3000 unità. Nel XX secolo, soprattutto a partire dal secondo dopoguerra, il paese si è sviluppato ed esteso a valle delle vecchie mura di cinta ed il centro storico si è progressivamente spopolato. Oggi Caggiano è così diviso in due aree: il centro storico di origine romano-medioevale, racchiuso tra le mura, e l’area moderna. In questi ultimi anni, però, forestieri hanno cominciato ad acquistare case proprio nel centro storico per trascorrervi i periodi di ferie ed il fine settimana. Caggiano distingue inoltre per aver dato i natali al celebre artista Achille Bonito Oliva, fondatore della “Nuova Avanguardia” e considerato ancora oggi tra i massimi esponenti artistici a livello nazionale.

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