Btp Tecno: c’è un nuovo imprenditore. La rivelazione di Tofalo

«Il 31 ottobre ci sarà un nuovo incontro con i sindacati dove sarà presentato un nuovo imprenditore»: è la rivelazione di Angelo Tofalo, deputato del Movimento Cinque Stelle, intervenuto sulla questione della Btp Tecno di Battipaglia. «Il Movimento vigilerà su questo particolare caso affinché il Ministero dello Sviluppo Economico si faccia garante della serietà di […]

«Il 31 ottobre ci sarà un nuovo incontro con i sindacati dove sarà presentato un nuovo imprenditore»: è la rivelazione di Angelo Tofalo, deputato del Movimento Cinque Stelle, intervenuto sulla questione della Btp Tecno di Battipaglia. «Il Movimento vigilerà su questo particolare caso affinché il Ministero dello Sviluppo Economico si faccia garante della serietà di un gruppo economico e della capacità operativa necessaria a non perdere il know how di professionisti della tecnologia con tanti anni di esperienza alle spalle».

«Nei giorni scorsi ho incontrato alcuni lavoratori della Btp Tecno – afferma Tofalo – Si parla tanto di asset strategici, lavoro, tecnologia e ricerca, ma quando poi ci si trova a ripercorre la storia recente di quelle aziende che dovrebbero garantire il progresso con il loro know how sul nostro territorio diventa palese l’inadeguatezza del tessuto imprenditoriale e l’incapacità delle istituzioni. Il passaggio di testimone di una multinazionale come l’Alcatel all’azienda Btp Tecno ne è l’esempio plastico». Ricorda il deputato che «nel 2010 il Mise si era fatto garante, durante la vendita dell’azienda, di un accordo che prevedeva un piano quinquennale in cui i lavoratori sarebbero stati garantiti dalle commesse che Alcatel avrebbe concesso alla Btp Tecno. Oggi scopriamo che quell’accordo è carta straccia a causa del venir meno degli impegni assunti da entrambe le parti, qualcuno l’ha sventolato contro i lavoratori definendolo “solo politica”».

Duro il commento di Tofalo: «La cosa che fa più male, a chi non ha visto garantiti i propri diritti, è la totale incapacità palesata delle istituzioni nel far rispettare un accordo firmato nero su bianco dal Ministro dello Sviluppo Economico in carica Paolo Romani, un tradimento ai danni di una forza lavoro fortemente qualificata che ha di fatto avallato nuovi accordi e movimenti economici poco trasparenti».

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