Battipaglia, stop ai parti prematuri in ospedale

Madri dirottate per il parto in altri ospedali della provincia di Salerno e della Campania, anche a Benevento dove ha partorito una donna ebolitana

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BATTIPAGLIA. Il reparto di neonatologia dell’ospedale di Battipaglia non riesce più ad accogliere bambini nati al di sotto della trentaquattresima settimana di gestazione delle madri. Che vengono dirottate per il parto in altri ospedali della provincia di Salerno e della Campania, anche a Benevento dove qualche giorno fa ha partorito una donna ebolitana.

La decisione di Minervini

La decisione di non accogliere nel reparto di neonatologia i bimbi prematuri al di sotto della trentaquattresima settimana è stata adottata dal direttore sanitario dell’ospedale Santa Maria della Speranza di Battipaglia, Minervini, per carenze strutturali.

«La decisione di non effettuare parti – dice Minervini a Il Mattino – riguardanti donne al di sotto della trentaquattresima settimana di gestazione è stata adottata per effettuare lavori che riguardano le strutture del reparto di neonatologia. Tra pochi giorni, il personale dell’Asl effettuerà un sopralluogo nel reparto di neonatologia e poi tutto tornerà alla normalità e verranno accolti anche i bimbi prematuri che nasceranno prima della trentaquattresima settima di gestazione delle madri».

In pratica, si tratta di uno stop che riguarda il reparto di neonatologia esclusivamente per i bimbi prematuri nati della trentaquattresima settimana e che dura già da qualche mese e che sta creando disagio in particolar modo alle partorienti di Battipaglia e della Piana del Sele che sono costrette a far nascere i propri figli a Salerno, Nocera e in altre strutture sanitarie dove ci sono i reparti di neonatologia giungendo anche fuori provincia, a Benevento.

All’ospedale Santa Maria della Speranza si è diffusa la voce che il reparto di neonatologia non funziona a pieno ritmo per carenze di personale. Bocche cucite sull’argomento tra i medici in servizio al reparto di neonatologia. Intanto a qualche futura mamma capita di dover raggiungere ospedali anche lontani, col caldo asfissiante di questi giorni, per partorire.

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