Bandiera Blu, Codacons: “un grande bluff”

Nel 2018 nella Regione Campania sono state assegnate 18 Bandiere Blu. il Codacons solleva dei dubbi, è tutto un grande bluff

Nel 2018 nella Regione Campania sono state assegnate 18 Bandiere Blu. il Codacons solleva dei dubbi.

Agropoli, Anacapri, Ascea, Pollica, Vibonati, Sapri, Centola, San Mauro Cilento, Montecorice, Capaccio, Pisciotta, Casal Velino, Castellabate,  Arienzo, Fornillo Positano e Sorrento sono questi i comuni a cui sono state assegnate le Bandiere Blu.

Cos’è la bandiera Blu

Un comune che si affaccia su un litorale può candidarsi alla fondazione Fee Foundation for Environment Education che con degli esperti verifica se il comune può ottenere o meno il riconoscimento. Per ottenere l’ambita Bandiera Blu tra i requisiti richiesti ci sono: progetti di educazione ambientale, qualità delle acque di balneazione , la gestione ambientale che prevede anche la presenza di spogliatoi e bagni,  i servizi dal primo soccorso ai servizi per disabili. La presenza di componenti biotiche di particolare rilevanza ecologica assegna solo un punto; bagnini, accesso per cani e spogliatoi danno da uno a due punti, la raccolta differenziata possono valere fino a venti punti.

Questi criteri non garantiscono che le acque non siano inquinate e quindi una qualità dal punto di vista ambientale. Solo alcune Arpa in Italia cercano anche metalli pesanti e radioattività nelle analisi ma premiano i luoghi con i migliori lettini e ombrelloni.

La qualità delle acque viene valutata dalle analisi del Ministero della Salute, fatte dalle agenzie regionali, ma queste analisi non parlano della qualità del mare ma solo degli standard sanitari. Insomma si valutano i ricami degli ombrelloni ma non la qualità delle acque.

Il 42% degli scarichi fognari del nostro paese avviene tramite i fiumi che scaricano nel mare, sono le zone più inquinate secondo l’Unione Europea. Le analisi spesso non vengono neanche prese in considerazione.

La denuncia del Codacons



Il Codacons, l’associazione di consumatori ha deciso di far luce sui criteri di assegnazione delle “Bandiere Blu” in molte regioni fra cui la Campania, presentando esposti in tutta Italia.

Nell’esposto presentato alla Procure della Repubblica di Napoli e di Salerno, all’Anac e all’Antitrust la Codacons solleva molti dubbi. Si sospetta che sotto l’assegnazione delle Bandiere Blu ci siano rapporti economici, seppur indiretti, tra i Comuni cui viene rilasciata la bandiera e la Fee.

sembrerebbe emergere una prassi in cui vi sono dei rapporti economici tra comuni e FEE Italia – scrive il Codacons nell’esposto – Da un lato la procedura di attribuzione della bandiera blu è gratuita, dall’altro sembrerebbero esservi dei costi a carico dei Comuni per erogare corsi di formazione, tramite FEE Italia, alle scuole dei Comuni interessati. Qualora le procedure di attribuzione delle Bandiere fossero sorte sul presupposto – certamente indiretto e non diretto – di un accordo/convenzione o altra forma di fondamento contrattuale con il Comune, è indubbio che si debba procedere a far chiarezza circa le procedure amministrative che hanno determinato sia l’accordo di sponsorizzazione e pubblicità che la stessa realizzazione della procedura di valutazione delle acque”.

Nell’esposto, presentato alle Procure italiane, l’associazione sottolinea alcuni casi come quello di Sellia Marina in Calabria, nell’occhio del ciclone per il gravo stato di inquinamento del mare ma che ha ricevuto comunque una bandiera blu.

Il Codacon ritenendo che la Bandiera Blu influenza la scelta del turista dei luoghi dove soggiornare ritiene che l’assegnazione deve essere data esclusivamente a chi soddisfa criteri di qualità.

Alle Procure locali, all’Anac e all’Antitrust ha chiesto di aprire “una istruttoria finalizzata ad accertare la correttezza, sotto un profilo tecnico/giuridico, delle procedura di assegnazione dei riconoscimenti alla balneazione e, quindi, un accertamento circa l’esistenza di rapporti giuridico-economici, anche non direttamente riconducibili (ad esempio procedure per acquisto bandiere, ovvero, costi sostenuto per assegnare corsi in tema di tutela ambiente nelle scuole) – ma comunque influenti – per il procedimento di rilascio dei riconoscimenti bandiera blu”.

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