Asl e Ruggi, via al taglio di 75 primari

SALERNO. Il nuovo organigramma dell’Azienda ospedaliera universitaria “Ruggi d’Aragona” attuerà i tagli previsti dalla legge falcidiando più della metà delle strutture dipartimentali e riducendo anche quelle semplici. Il nuovo atto aziendale sarà presentato dal manager Nicola Cantone domani ai sindacati del “Ruggi”. Saranno definitivamente cancellati i reparti di Ginecologia di Cava e di Ginecologia e ostetricia […]

SALERNO. Il nuovo organigramma dell’Azienda ospedaliera universitaria “Ruggi d’Aragona” attuerà i tagli previsti dalla legge falcidiando più della metà delle strutture dipartimentali e riducendo anche quelle semplici.
Il nuovo atto aziendale sarà presentato dal manager Nicola Cantone domani ai sindacati del “Ruggi”.
Saranno definitivamente cancellati i reparti di Ginecologia di Cava e di Ginecologia e ostetricia di Mercato San Severino, ridotte a semplici ambulatori senza più posti letto, così come già era previsto dal piano elaborato dall’ex direttore generale, Vincenzo Viggiani.
A Mercato San Severino rimarrà attivo il reparto di Oncologia.
Tra le strutture dipartimentali salta la Formazione, settore creato per aggiornare i dipendenti e organizzare corsi ad hoc, sarà fortemente ridimensionato.
Novità anche per il settore università e per le scuole di specializzazione. La Facoltà di Odontoiatria, la cui sede formalmente è ancora al Ruggi, si sposterà a Mercato San Severino; solo qualche attività collegata alla facoltà rimarrà al “Ruggi”. La scuola di Chirurgia generale,resterà a Cava.
Gran parte delle altre scuole saranno al Ruggi.
I posti da primario che verranno soppressi sono poco più del 30 per cento, da 110 saranno ridotti a 75. Saranno toccati più quelli ospedalieri che quelli universitari, una scelta motivata con l’obiettivo di preservare la ricerca, puntando sulla crescita di un settore trainante non solo per attirare risorse economiche ma anche per il prestigio.
L’Asl di Salerno, sembra abbia già consegnato l’atto in Regione, con tagli di almeno 30 primari.
Dai tagli complessivi chi ci guadagna è la Regione, che sborserà di meno, facendo economia sul bilancio.

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