Amianto killer come terrorismo, risarcimento per orfana

Il tribunale di Salerno (sezione Lavoro) ha condannato il ministero della Difesa e della Marina militare, riconoscendo alla figlia il risarcimento

Amianto killer come terrorismo, risarcimento per orfana.

Il tribunale di Salerno (sezione Lavoro) ha condannato il ministero della Difesa e della Marina militare, riconoscendo alla figlia di una vittima del dovere, non a carico del padre al momento del decesso per mesotelioma, il risarcimento per i danni subiti.

La sentenza è stata emessa a maggio scorso dal magistrato Marcello Maiorano che ha riconosciuto l’equiparazione della giovane donna, R.R.T., a figlia di una vittima del terrorismo e, in quanto tale, ha ritenuto che avesse diritto ad un assegno vitalizio di 500 euro, oltre perequazioni ex lege, e ad uno speciale assegno vitalizio dell’importo di 1.033 euro per il decesso del padre Giovanni.

La sua richiesta, inoltrata al ministero della Difesa era stata respinta, di qui il ricorso al giudice del lavoro di Salerno. A prendere il vitalizio era solo la sorella che, al momento del decesso del padre, era ancora a suo carico.

Nella motivazione alla sentenza il got ritiene la «domanda proposta dalla ricorrente fondata» aggiungendo anche che «il giudice è libero di attingere il proprio convincimento da quelle prove o risultanze di prove che ritenga più idonee e attendibili». Specificando che «nella fattispecie non vi è stata alcuna istruttoria in quanto la controversia è risolvibile come una pura questione di diritto».

Così, sentenze precedenti alla mano, il giudice precisa che «le prestazioni a favore delle vittime del dovere non dipendono da scelte discrezionali dell’amministrazione, bensì dal mero accertamento a carattere vincolato della sussistenza dei presupposti di fatto richiesti dalla normativa con la conseguenze sussistenza di una posizione di diritto soggettivo.

Nel caso di specie resta un punto fermo: che la ricorrente è erede del signor Giovanni T. e tale posizione giuridica è di gran lunga superiore a quella di mera convivenza».


il mattino

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