36enne disperato mette in vendita gli organi per i suoi tre figli

SARNO. Per far mangiare e dare un tetto ai propri figli è pronto anche a vendere un organo. G.A. 36 anni, disoccupato a causa, come ha raccontato, di un infortunio sul lavoro, arrivato intorno alle 18:30 in piazza IV Novembre, ha parcheggiato la sua Fiat Punto verde chiaro davanti al cancello della casa comunale, con […]

SARNO. Per far mangiare e dare un tetto ai propri figli è pronto anche a vendere un organo. G.A. 36 anni, disoccupato a causa, come ha raccontato, di un infortunio sul lavoro, arrivato intorno alle 18:30 in piazza IV Novembre, ha parcheggiato la sua Fiat Punto verde chiaro davanti al cancello della casa comunale, con lui la moglie 36enne ed i tre figli, di 3, 10 e 15 anni, che avevano addosso delle coperte per proteggersi dal freddo. Il cofano era carico di buste con dentro vestiti, effetti personali e libri di scuola. Ritrovarsi in strada all’improvviso, senza una casa ha scaturito la protesta. Viveva a casa della madre, dallo scorso febbraio, dopo che aveva abbandonato la sua abitazione perchè impossibilitato a pagare l’affitto, ma mesi di tensioni familiari, hanno incrinato i rapporti fino ad una denuncia fatta dalla madre stessa per presunti maltrattamenti ed estorsione. Lui respinge tutte le accuse, ma adesso rischia il carcere. Sul posto i carabinieri della locale stazione, retta dal maresciallo Tommaso Merola, le assistenti sociali del comune di Sarno. In piazza per chiarire la situazione è arrivato anche il legale dell’uomo, Immacolata Annunziata. “Questa è una situazione all’estremo, ha spiegato l’avvocato. Questo ragazzo è al momento senza reddito, senza casa ed ha tre bambini, tutti minori. Non vuole e non intende compiere reati, c’è ancora qualcuno che preferisce dormire sotto il comune piuttosto che delinquere per trovare soldi e che nella sua dignità chiede aiuto. Era a casa della madre, poi la stessa lo ha denunciato. Io ho preso appuntamento dai carabinieri per rimettere questa querela in corso e la madre d’accordo. Poi all’improvviso non ha più voluto. Quindi ha dovuto lasciare la casa”. Disperato il giovane. “Io voglio solo far valere i miei diritti. Ho sempre lavorato”. L’intervento tempestivo dei servizi sociali del comune, retti da Clelia Buonaiuto, hanno consentito all’uomo con la propria famiglia di ritornare nella casa della madre.

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